Pantheon

Il Pantheon primitivo sorse come tempio rivolto agli dei nel 27 a.C

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Lo spettacolo del Pantheon

di Roberto Bianchi

Il PantheonL’Urbe dentro le mura, nei rioni centrali, ci regala, dopo via di Torre Argentina, nella Piazza della Rotonda, lo spettacoloso e unico Pantheon, monumento per epoche imitato come edificio rivolto a venerare le divinità. La leggenda narra che esso sorge nel punto nel quale Romolo salì per raggiungere alla sua morte gli dei. La grandiosità e la sapienza costruttiva, hanno fatto sì che il grande Michelangelo dicesse: “Esso non è opera di uomini ma di angeli!”

LA STORIA
Il Pantheon primitivo sorse come tempio rivolto agli dei nel 27 a.C., sotto i lavori ordinati da Marco Vespasiano Agrippa. Venne restaurato da Domiziano in seguito al grave incendio dell’80 e poi da Traiano. Successivamente Adriano lo ricostruì tra il 118 e il 125 e i lavori furono continuati da Antonino Pio. Restauri vennero richiesti sotto l’impero di Settimio Severo e poi con Caracalla.
Il progetto iniziale era addirittura più ampio e ciò si può scorgere ammirandone le fattezze della facciata, tuttavia presenta colonne che pesano tonnellate e che vennero fatte giungere dal lontano Egitto con sforzo e lavori eccezionali.

L’ESTERNO
Una volta, l’ingresso all’interno del Pantheon non era permesso: era considerato luogo sacro e inviolabile, così il popolo doveva rimanere fuori.
In granito rosa appare subito il Pronao, largo oltre 30 metri e profondo 16 metri, con le otto colonne e l’iscrizione in bronzo di Agrippa. A coronarlo c’è un frontone, con sopra un grande timpano. I capitelli sono corinzi e le basi in marmo chiaro provenivano dai territori ellenici. Da qui si può vedere l’ingresso alla Rotonda, collegata al Pronao da una struttura intermedia in laterizi.

L’INTERNO
L’interno è coperto da una semisfera. E’ uno spazio ampissimo strutturato in un complesso di sette grandi nicchie ora semicercicolari, ora rettangolari. Decorazioni in marmi policromi, colonne altissime, la grande volta guarnita da 5 ordini di cassettoni: per uno spettacolo suggestivo.

 

 

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