Tra il Palatino e il Campidoglio si trova il Foro Romano, in un’area archeologica tra le più importanti al mondo.
La zona ove il Foro Romano è visibile divenne, nella storia di Roma, tanto importante da essere considerata il fondamentale perno delle attività commerciali e quindi centro cittadino.
In origine era stata addirittura zona paludosa e poi dedicata alle tombe, solo verso il 600 a.C. venne drenata per ordine del re etrusco Tarquinio Prisco, fino a divenire in epoca regia, luogo per l’abitazione del re e dopo del Pontefice Massimo.
Fu anche sede d’importanti santuari, come quello dedicato, attraverso la via Sacra, a Saturno e ai Dioscuri.
La sistemazione definitiva dei fori avvenne in epoca imperiale, sotto Augusto, anche se aggiunte e restauri continuarono sotto i Flavi.
Il Foro Romano era davvero cuore della vita cittadina. Basta dare un’occhiata dal Palatino per avere davanti i resti del tempio di Vesta, del tempio dei Castori, basiliche, l’arco di Settimio Severo.
IL NOME
L’origine del nome Foro deriva da fero cioè ‘porto’ alludendo al fatto che le merci venivano ivi ‘portate’.
SOPRATTUTTO MERCATO BOVINO
Si svolgeva presso questo mercato soprattutto la compravendita di pecore e bovini, assai importanti per la dieta dei Romani antichi.